cosa vojo?
cosa vojo?
dalla vita, dici?
da te, dici?
da noi, dal nostro ammore?
annò peccena dici?
nollosò
fai tu
come te pare
mi fido, mi sto fidando, lo sto fando
tanto io sto qui che bevo uischi
quando sarà pronto sarò già sbronza
quindi fai un po’ come cazzo ti pare
Lov iz de drag
Lo sto fando.
Mescolando.
Lestofante.
Less than fante.
Lesto, fan tre.
Evan Dando.
Levan danno.
Lost in fango.
L.S.F.
LSD.
Appompami l’orgolio
Quando cera la pioggia e tu giù addirmi be ndiamo a fare una ciclettata e io appompare che le ruote tue erano sgonfie. Poi tu giù addirmi ammore dai che poi scende la pioggia macchéffa ed io appompare più forte ancora. Ma atte’ non ti bastava no che ero rosso e con gli vambracci grossi no giù addirmi ammore ti sei tutto eccitato forse che ti aiuto io con l’ appompa forse che vuoi il cambio ed io appompare sempre di più che era una questione d’orgolio e addirti no che ce la sto fando e PUM. Forse che la prossima volta impari che’mmeglio non stuzzicare l’orgolio dell’ammore tuo che all’ospedale ci siam dovuti andare collammacchina.
lamore a tropea
ti ricordi quella notte a tropea quanto abbiamo fatto lamore io e te, ora sono passati sei mesi, io me lo ricordo ancora, ero stato male per colpa delle cozze, poi però abbiamo fatto lamore, mi ricordo che mi ha detto vado a rinfrescarmi un pò, amore, e sei entrata in bagno dopo di me, mi ricordo che sei stramazzata per terra e poi pregavi la madonna che ti facesse morire, ma poi abbiamo fatto lamore, tu avevi portato le autoeleggenti, io gli slip con gozzilla sul pacco, amore mio quanto abbiamo fatto lamore, ora a dirlo non sembra vero, che mi hai lasciato per un ambulante di rimini solo perche lui ci ha il furgone, e io solo la panda, amore, ti giuro, se torni con me, divento un uomo meglio, lo sto già fando. se torni con me te loggiuro, ti faccio andare in bagno per prima.
meh
seduta in quel caffé io non pensavo a te.
e invece tu lo stavi fando.
eh, mammica è colpa mia
meh
Acuto troppacuto.
Eri acuto, troppacuto, e scrivevi sui socialné.
Ti conobbi, ti apprezzai.
mi leggesti, m’illudei.
Tu eri colto, troppo colto,
e io non sempre ti capivo.
E così, per non errare,
io ridevo delle tue ridenze
scetticavo sui tuoi stessi dubbi,
mehizzavo sui tuoi nemici.
Ma tutto questo non bastava,
e non ti curavi mai di me.
In un gesto disperato, iniziai a legger libri.
E ascoltai i gruppi fichi,
e vidi gli uomini del presidente.
Fino a quando, alfine un dì, mi rivolgesti la parola
e mi chiedesti:
“Tu stai seguendo forse Distretto di Polizia?”
e io, in un brivido, risposi: “sì, io lo sto fando!”.
E furono commenti perfidi, e furono risate amare.
E i tuoi amici, tutti lì a buharmi e io a chiederti: “Perché?
Perché fosti meco così cattivo?”.
E tu: “Non fui cattivo; sarcasticai”.
E io ti defollouo, sarcasticazzi.
uguale uguale
che bello quando pensiamo uguale
e diciamo insieme le stesse cose
nello stesso momento
poi tu dici l’ho detto prima io
e io rido
ma ribadisco no guarda
l’ho detto prima io
e tu insisti
no l’ho detto prima io
e io rido ma meno e dico
sei fantastica ma cazzo
l’ho detto prima io
e tu dici
come vuoi
ma stanotte dormi nel pozzetto
Propio lì
adoperami il cuore propio lì
dove batte la robba migliore
ti mangerei di baci
ti mangerei di baci
peccato i peli sul culo
ruvido sentore di montagna
ma ti bacerei di baci
amò
Amami come sono.
Un quarto di bue sanguinolento, cosparso di sVgna.
Sfranto.
non amarmi intorno
Ti ricordi
quando ti giravo intorno
come sembravo
come rapito e se vogliamo perso
quella volta che ti vidi
intorno
pensai
che tu ERI la donna con il bene più mediamente distribuito
dentro e nelle immediate vicinanze
cercai a baciarti la guancia
tu mi dicesti aspetta
la guancia no
la guancia, di pesca e vellutina, no
baciami al centro della tòpa,
dove crescono, a volte, le rose del mattino,
dove l’umida verità appanna i vetri del tuo URP
non amarmi intorno
all’Esselunga rumoroso,
non amarmi intorno
nel baciarmi,
amami nel.
(di Azael)
Non so, magari ero io ad avere la luna storta, ieri sera
o magari eri tu ad avere la luna storta, ieri seri
comunque era nuvolo, ieri sera
infatti in casa c’era tempesta
quella che sembra essere proprio voglia di litigare
ché sennò non si spiega come si possa andare avanti così a lungo,
a litigare dico, è che con te non è mai finita,
parti dandomi addosso per l’ultima mia critica su tua madre
e arrivi fino a quella volta che andavamo ancora a scuola
quando io salutavo tutte con un “ciao”
tranne Silvia che la salutavo con “Ciao Silvia”
e quel fatto di metterci anche il nome
secondo te voleva dire qualcosa
ma io non posso stare sempre zitto alle tue sfuriate
quindi ti seguo, ti rispondo e ti rinfaccio anche io le cose
poi soprattutto non sopporto quando vuoi continuare
anche se sono le nove di sera e io sto andando in bagno
e mi segui nel bagno e continui e vai avanti
io ti dico di piantarla e tu mi dici vaccagare
e io, li seduto, ti rispondo: lo sto fando
Il RESTO DI DUE
Io ti volevo solo guardarti e tu mi digesti: “Sta su de dos” e mi feristi. Ma io guardavo i lamponi scoppiarmi tra i padiglioni (auricolari e non, tipo quello di casa di nonna) e sentivo le rane ranare e i freni frinire. Sentivo anche un po’ di umido ché tipo qua fa sempre umido il giovedì, mai capito perché. Ma tu mi esplodevi dentro, come un fiore che sboccia nel deserto, un lavandino sturato con l’Idraulico Liquido, un uovo messo per sbaglio nel microonde e mi ingolfavi tutta l’anima. Che alla mattina c’avevo tutta l’anima intorpidita. E bevevo il caffè e pensavo a te e provavo a sedermi in quel caffè e a non pensare a te, ma c’ho le tazzine piccole. E allora sognavo il tuo viso e mi si stringeva il cuore e sentivo come dei lampi dietro agli occhi e il suono delle cose belle nelle orecchie. Solo che le cose belle hanno un suono strano, tipo “deding deding”, per cui non sono mai sicuro se sto sentendo il suono delle cose belle o il campanello di nonna, dal padiglione, che vuole che gli porti l’orzata. Tipo che delle volte penso al tuo viso e porto alla nonna l’orzata e lei mi guarda in un modo che non è tanto amore, anche se sono sicuro che nonna mi vuole bene, ma è più come se pensasse che sono scemo. E allora a volte invece che al tuo viso penso alla tua voce e sento come un palloncino nello stomaco, una lama nel cuore, una spina nel culo. E insomma amore mio splendido, non stupirti se quando ci vediamo faccio quella faccia, perché sto pensando al Milan.
Da una conversazione verah…
Lui: sei una delle poche persone con cui rimarrei volentieri solo sul pianeta terra in caso di catastrofe planetaria ecc ecc tipo adamo ed eva
Lei: beh certo ovvio… non sia mai
…
Lui: ti amo
Lei: al 40%… (cit)
Lui: no al 100%ma non sempre
Lei: ah ok, ma non hai colto la mia citazione
Lui: maccio capatonda, che cazzo dici?
Lei: esatto“ti ringrazio”
…
Lui: ci vediamo presto amore mio “certe luci non puoi spegnerle” altra grande citazione….
Lei: mi stai diventando sdolcinato… stai invecchiando
Lui: vai a cagare attenta a non invecchiare tu io sono nel fiore… quando vorrai io ci sarò sempre più o meno..
L’odore dei pitosfori mentre contempliamo l’alba da uno scoglio in riva al lago
A lei e solo a lei le era accaduto questo amorempossibile e sapeva meglissimo di ogni che ci fossero state altre lagrime, ma aveva deciso di godersela quella giornata come se non ci sarebbe stato un domani.
Aveva 17 anni e la vita dopotutto era troppissimo breve per pensarci eppoi lo sanno tutti che a 18 finisce tutto e non ti puoi divertire più e tanto vale che ti sparino un colpo in testa.
Respirava il suo respiro, si perdeva nei suoi occhi, stringeva le sue mani, ascoltava il battito del suo cuore, sempre più debole, sempre più flebile, piano piano e ancora più piano.
“Ora sarai mio per sempre” pensò “Certo che ce n’ha messo di tempo il topicida a far effetto”.
Chalk Board theme
