5 mesi fa
se io se tu

se tu fossi betulla

e io fossi betullo

betulleremmo tutto il giorno

di notte no

di notte le betulle

non betullano

6 mesi fa
cosa vojo?

cosa vojo?

dalla vita, dici?

da te, dici?

da noi, dal nostro ammore?

annò peccena dici?

nollosò

fai tu

come te pare

mi fido, mi sto fidando, lo sto fando

tanto io sto qui che bevo uischi

quando sarà pronto sarò già sbronza

quindi fai un po’ come cazzo ti pare

7 mesi fa
Lov iz de drag

Lo sto fando.

Mescolando.

Lestofante.

Less than fante.

Lesto, fan tre.

Evan Dando.

Levan danno.

Lost in fango.

L.S.F.

LSD.

7 mesi fa
Sguardi sul fuoco

Sciacquami l’anima,
Smottami i  preconcetti,
Deragliami le convinzioni.

Ricalibra la mia visione del mondo
e, mentre lo stai fando, affabulami.

Poi, nell’attimo trasparente
in cui avrai finito,
se mi dai un occhio alla trippa sul fuoco sarebbe il massimo.
      

7 mesi fa
dice

dice che se nun scrivi in un blogge nun sei nessuno,

allora lo sto fando

7 mesi fa
Appompami l’orgolio

Quando cera la pioggia e tu giù addirmi be ndiamo a fare una ciclettata e io appompare che le ruote tue erano sgonfie. Poi tu giù addirmi ammore dai che poi scende la pioggia macchéffa ed io appompare più forte ancora. Ma atte’ non ti bastava no che ero rosso e con gli vambracci grossi no giù addirmi ammore ti sei tutto eccitato forse che ti aiuto io con l’ appompa forse che vuoi il cambio ed io appompare sempre di più che era una questione d’orgolio e addirti no che ce la sto fando e PUM. Forse che la prossima volta impari che’mmeglio non stuzzicare l’orgolio dell’ammore tuo che all’ospedale ci siam dovuti andare collammacchina.

7 mesi fa
lamore a tropea

ti ricordi quella notte a tropea quanto abbiamo fatto lamore io e te, ora sono passati sei mesi, io me lo ricordo ancora, ero stato male per colpa delle cozze, poi però abbiamo fatto lamore, mi ricordo che mi ha detto vado a rinfrescarmi un pò, amore, e sei entrata in bagno dopo di me, mi ricordo che sei stramazzata per terra e poi pregavi la madonna che ti facesse morire, ma poi abbiamo fatto lamore, tu avevi portato le autoeleggenti, io gli slip con gozzilla sul pacco, amore mio quanto abbiamo fatto lamore, ora a dirlo non sembra vero, che mi hai lasciato per un ambulante di rimini solo perche lui ci ha il furgone, e io solo la panda, amore, ti giuro, se torni con me, divento un uomo meglio, lo sto già fando. se torni con me te loggiuro, ti faccio andare in bagno per prima.

meh

seduta in quel caffé io non pensavo a te. 

e invece tu lo stavi fando.

eh, mammica è colpa mia

meh

bella morettona che eri seduta al tavolo 16 che è il numero dei frosci ma sono sicuro che sei donna con quelle sise di fori

per richiamarti di guardare qua ti ho lanciato il topo gigio di pelusc molto grosso brimobremio gara caraouch canzoni da carrà, (so fare bene TU_RU_DUM col bagino ma tu non ti sei girata sei catuta conto il tavolo

o ci havevi il torgicollo se no boh

quel pelusc cè la sVgna ttutta sopra ci mangiavo sopra una cofana di puttanoni sVgna aglio oglio so boni quelli che fa sora fasola

dai ributtamelo che non sai viverti cè la sVgna ttutta sopra

Acuto troppacuto.

Eri acuto, troppacuto, e scrivevi sui socialné.
Ti conobbi, ti apprezzai.
mi leggesti, m’illudei.

Tu eri colto, troppo colto,
e io non sempre ti capivo.
E così, per non errare,
io ridevo delle tue ridenze
scetticavo sui tuoi stessi dubbi,
mehizzavo sui tuoi nemici.

Ma tutto questo non  bastava,
e non ti curavi mai di me.

In un gesto disperato, iniziai a legger libri.
E ascoltai i gruppi fichi,
e vidi gli uomini del presidente.

Fino a quando, alfine un dì, mi rivolgesti la parola
e mi chiedesti:
“Tu stai seguendo forse Distretto di Polizia?”
e io, in un brivido, risposi: “sì, io lo sto fando!”.

E furono commenti perfidi, e furono risate amare.
E i tuoi amici, tutti lì a buharmi e io a chiederti: “Perché?
Perché fosti meco così cattivo?”.

E tu: “Non fui cattivo; sarcasticai”.

E io  ti defollouo, sarcasticazzi.


uguale uguale

che bello quando pensiamo uguale
e diciamo insieme le stesse cose
nello stesso momento
poi tu dici l’ho detto prima io
e io rido
ma ribadisco no guarda
l’ho detto prima io
e tu insisti
no l’ho detto prima io
e io rido ma meno e dico
sei fantastica ma cazzo
l’ho detto prima io
e tu dici
come vuoi
ma stanotte dormi nel pozzetto

7 mesi fa
AMMORE E GIRADISCHI CHE PER UN PELO NON SI È CHIAMATO AMMORE E GRAMMOFONO SOLO CHE AL GIORNO D’OGGI DOVE CAZZO LO TROVI UN GRAMMOFONO?

AMMORE ti prenderei

e ti porterei sul giradischi dei sensi

e girando girando

mi ricorderei della giostra

che sulla giostra

porcoggiuda

l’anima cacciavo sempre

porcoggiuda

AMMORE

ma dove cazzo lo trovi

al giorno d’oggi

un giradischi?

Propio lì

adoperami il cuore propio lì
dove batte la robba migliore

ti mangerei di baci

ti mangerei di baci

peccato i peli sul culo

ruvido sentore di montagna

ma ti bacerei di baci

amò

ho un codice d’amore nel cuore

ci conoscemmo

lo ricordo come se fosse ieri

sul computer

il mio primo tower

computer d’altri tempi

cinese ma forte

quando sul tavolo poi

non ti accorgesti della tastiera

mi scrivesti un fiotto di lettere
 
di getto

su notepad

cambiai la tastiera

ma la nuova era di freddo metallo

e non scrivesti più

poi andasti via

il giorno che mi lasciò l’hard disk

ma il codice del tuo amore era salvato su

floppy

e tali restammo fino al tempo delle

chiavette

quando ci ripresi gusto

adesso i tempi sono cambiati

ne ho conosciute tante sulla rete

arruginita di quel casolare abbandonato

ma nessuna mi ha più scritto come facesti te

la webcam non ha tasti

si mettono nude

e ti guardano

interrogative

“ti stai toccando?” dicono

“lo sto fando” rispondo, ma guardo il tuo codice, nella finestra accanto.


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